la rivoluzione del machinima
02/04/2012 by mindblind

Uno, nessuno e centomila

Chi fa machinima oggi? Proviamo a delineare un identikit dei soggetti protagonisti nella produzione di questo nuovo media. Il machinima si sta progressivamente emancipando da fenomeno di nicchia e sta entrando a tutti gli effetti nel settore della produzione audiovisiva digitale. Nel panorama internazionale troviamo sia singoli autori sia vere e proprie squadre di produzione che creano machinima utilizzando differenti piattaforme.
Colui che fa machinima è per definizione il machinimist, soggetto chiave di questo media che è nato come user generated content cioè come contenuto generato autonomamente dall’utente, nello specifico, di videogiochi. Il machinimist è una figura autarchica che concepisce e realizza dall’inizio alla fine i suoi lavori, una sorta di novello videomaker: scrive, gira e monta in modo indipendente.

home production desk

La maggior parte di chi oggi fa machinima lo fa amatorialmente, tuttavia aumenta il numero di chi si sta perfezionando in questo ambito in modo professionale e lo aggiunge alle sue competenze.
Il machinima è potenzialmente alla portata di tutti, ma in realtà richiede conoscenze trasversali, capacità creative e sopratutto molta esperienza. Per fare machinima di alto livello è necessario avere un’ottima conoscenza della piattaforma grafica 3d su cui girarli, che si acquisisce dopo una lunga esperienza d’uso.
Per realizzare opere complesse è poi indispensabile poter suddividere il lavoro di produzione e curarlo in ogni fase: sceneggiatura, modellazione, animazione, riprese in ambiente virtuale, montaggio e post-produzione. È fondamentale creare un team di lavoro formato da persone motivate che apportino il loro contributo nelle diverse fasi: builders, scripters, attori avatar, editor, etc. Come nel cinema serve una troupe, o meglio, usando un termine del mondo videoludico, serve una squad per girare machinima.
In sintonia con la sua natura 2.0, il machinima permette l’uso di modelli produttivi collaborativi grazie alla rete internet, aggiornando il modello produttivo cinematografico classico all’interno degli spazi sociali 3d dei mondi virtuali, dei MMORPG e dei videogiochi.

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